MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE

Nota a Cassazione Sezioni Unite, n. 19596/2020

La pronuncia in esame ha stabilito su chi grava l’onere di promuovere la mediazione obbligatoria, nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

La Suprema Corte a Sezioni Unite è stata infatti chiamata a pronunciarsi a seguito dell’ordinanza interlocutoria della terza sezione n. 18741/2019, capolinea di una vicenda giudiziaria iniziata con una pronuncia del Tribunale di Treviso (sent. n. 1891/2017) la quale aveva dichiarato improcedibile una opposizione a decreto ingiuntivo dal momento che l’opponente non aveva promosso procedura di mediazione obbligatoria. Ne derivava altresì la definitiva esecutorietà ex art. 647 c.p.c. del decreto ingiuntivo La Cassazione, dichiarando di non aderire all’orientamento di cui alla sentenza n. 24629/2015 (seguito al contrario dal Tribunale di Treviso) e partendo dal dato normativo, osserva come vi siano tre disposizioni che inequivocabilmente individuano l’opposto come soggetto deputato ad azionare la procedura obbligatoria di mediazione: l’art. 4 comma 2, l’art. 5 comma 1 -bis e l’art. 5 comma 6 del d.lgs n. 28/2010. Questo in quanto attore in senso sostanziale, nell’opposizione a decreto ingiuntivo è sempre l’opposto e una mancata diligenza nel dar corso alla mediazione comporterà l’improcedibilità dell’opposizione e una revoca del decreto: “nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.