L’articolo 1957 C.C. e il contratto autonomo di garanzia

L’articolo 1957 C.C. e il contratto autonomo di garanzia

Nota a Tribunale di Milano, sent. 1786/2020

La pronuncia in esame conferma l’orientamento ormai consolidatosi circa l’inapplicabilità dell’art. 1957 c.c. al contratto autonomo di garanzia.

Il primo interrogativo a cui risponde il Tribunale è cosa debba intendersi per contratto autonomo di garanzia. Lo fa invero specificando che “l’elemento caratterizzante il contratto autonomo di garanzia debba essere ricercato non tanto nella previsione di un obbligo del garante di pagare a semplice richiesta (risolvendosi detta pattuizione in un obbligo di solve et repete astrattamente compatibile tanto con la fideiussione che con la garanzia autonoma), quanto la espressa rinuncia da parte del garante a sollevare eccezione alcuna afferente il rapporto garantito. Nel caso di specie i garanti avevano pattuito l’obbligo di pagare senza alcuna eccezione ed a semplice richiesta.

Nel caso de quo il Giudice riteneva pertanto che l’atto di coobligazione firmato dagli opponenti dovesse essere configurato non come fideiussione ma come contratto autonomo di garanzia. Fatta questa premessa viene dichiarato altresì non applicabile l’invocato art. 1957 c.c.alla luce della pronuncia delle Sezioni Unite 8.2.2010, n. 3947: “tale disposizione, collegata al carattere accessorio della obbligazione fideiussoria (…) instaura un collegamento necessario e ineludibile tra la scadenza dell’obbligazione di garanzia e quella dell’obbligazione principale, e come tale rientra tra quelle su cui si fonda l’accessorietà del vincolo fideiussorio, per ciò solo inapplicabile ad un’obbligazione di garanzia autonoma