LA LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELLE SPV

LA LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELLE SPV

Nota a Tribunale di Bolzano, sent. 758/2020

La pronuncia in esame rappresenta, per ora, una voce fuori dal coro in tema di legittimazione passiva dei soggetti cessionari di crediti nell’ambito delle c.d. operazioni di cartolarizzazione.

Parte attrice (mutuataria) agiva nei confronti di un Istituto di credito (mutuante) al fine di contestare talune clausole contenute nei finanziamenti illo tempore concessi. La Banca si costituiva eccependo in via pregiudiziale il proprio difetto di legittimazione con riguardo ai suddetti rapporti.

Risulta, dalla lettura della pronuncia, che vi era stata una cessione pro soluto – evidentemente anche dei crediti afferenti i rapporti controversi – nel corso del 2016, con pubblicazione dell’operazione in Gazzetta Ufficiale. Il Giudice bolzanino tratteneva la causa in decisione relativamente alla solo eccezione pregiudiziale.

Il Tribunale, ritenuta sufficiente la pubblicazione in G.U. della cessione intervenuta ex art. 58 T.U.B., che al comma 4 stabilisce come il precitato adempimento pubblicitario produca gli effetti dell’art. 1264 comma 2 c.c., ha dichiarato inammissibili le domande svolte nei confronti dell’Istituto di credito siccome svolte nei confronti di un soggetto carente di legittimazione passiva. Unico contraddittore avrebbe dovuto essere la società cessionaria del credito, avente sede nel circondario di altro Tribunale. Premesso che non è in questa sede interesse approfondire se sia corretto ritenere sufficiente la mera pubblicazione in gazzetta ufficiale delle cessioni di credito, per ritenere sussistente la legittimazione del soggetto che successivamente agisca nei confronti del debitore ceduto, nel caso de quo non può che lasciare perplessi l’aver dichiarato la carenza di legittimazione dell’Istituto di credito e cioè del soggetto titolare del rapporto sostanziale. Rapporto che non è stato ceduto. La cessione di cui si discute nella pronuncia esaminata è infatti una cessione di credito e non una cessione di contratto di talché sarebbe stato processualmente e sostanziale scorretto, ad avviso di chi scrive e alla luce anche della giurisprudenza in materia, convenire in giudizio la cessionaria.