IL CRITERIO DI RIPARTIZIONE DELLE SPESE DEL RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

IL CRITERIO DI RIPARTIZIONE DELLE SPESE DEL RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

La pronuncia in esame ha indicato il criterio che deve reggere la suddivisione delle spese del riscaldamento centralizzato ove sia adottato un sistema di contabilizzazione del calore.

Un Condominio adottava nel 2011 un sistema di contabilizzazione autonomo del calore e con delibera del 2012 (impugnata da uno dei condomini) decideva di suddividere le spese di riscaldamento nella misura del 50% in base al consumo registrato e per il restante 50% in base alle tabelle millesimali, con ciò prescindendo dai consumi effettivi di ciascuna unità immobiliare.

Il condomino contrario a tale delibera, l’impugnava avanti il Tribunale di Milano deducendo la violazione della stessa con una Delibera della Giunta Regionale della Lombardia n. IX/2601 del 30.11.2011. Secondo il Tribunale e la Corte di Appello di Milano la delibera impugnata dal ricorrente in Cassazione doveva intendersi perfettamente legittima nell’aver suddiviso “draconianamente” le spese di riscaldamento.

Di contrario avviso la Suprema Corte. La normativa attuale (l’art. 9 comma 5 del d.lgs. 102 del 2014) nonché quella ratione temporis applicabile alla delibera de quo (L. 10/1991 art. 26 comma 5)prescrivono una suddivisione delle spese di riscaldamento in base ai consumi effettivi di ogni unità immobiliare. La Delibera della Giunta Regionale, essendo inquadrabile alla stregua di un atto formalmente e sostanzialmente amministrativo, non può derogare alla normativa statale.

Conseguentemente “le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando perciò illegittima una suddivisione di tali oneri operata, sebbene in parte, alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, nè possono a tal fine rilevare i diversi criteri di riparto dettati da una delibera di giunta regionale, che pur richiami specifiche tecniche a base volontaria, in quanto atto amministrativo comunque inidoneo ad incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio